Citazioni · Recensioni

La Lunga Vita di Marianna Ucrìa – Dacia Maraini

  • Titolo: La Lunga Vita di Marianna Ucrìa
  • Autore: Dacia Maraini
  • Casa editrice: Rizzoli
  • Copertina flessibile: 9 euro link
  • Ebook: 7,99 euro link
  • Audiolibro gratuito con audible

Lo avevo da tempo nella libreria ma non mi decidevo mai.
Temevo che “La lunga vita di Marianna Ucría” fosse pesante e noioso.
Amo i romanzi storici ma per qualche forma di pregiudizio verso Dacia Maraini mi ero costruita un’idea assolutamente diversa dalla realtà e smentita. 
Fin dalle prime pagine la storia di Marianna mi ha conquistato. Fin da quando bambina sordomuta, viene sottoposta dal padre duca a forti traumi come assistere a un’ impiccagione per cercare di farle recuperare la parola.
Marianna è un personaggio che affascina . Un esempio di primo illuminismo in una società siciliana settecentesca non ancora pronta, con la nobiltà trincerata in una decadente resistenza al cambiamento .
Ed è singolare che come simbolo del cambiamento sia una donna con un handicap. 
Marianna prova a ribellarsi a tanti dettami del suo tempo, non sempre ci riesce . È costretta a spostare appena dodicenne uno zio molto più anziano. Un mondo in cui le donne sono sottomesse al volere degli uomini, figuriamoci una ‘mutola’. Eppure in questa società patriarcale Marianna emerge come il personaggio più profondo e ricco. I suoi pensieri sono forti e incisivi più di mille parole.
Trova spesso rifugio nel suo amore per i libri, caratteristica che ha contribuito a farmi innamorare di questo personaggio.
E affida le sue comunicazioni a migliaia di foglietti che scrive esprimendo le sue idee con passione.
Mi ha colpito anche l’eleganza e la leggerezza con cui l’autrice racconta episodi anche molto drammatici.

Sono sempre le stesse donne dall’ intelligenza lasciata a impigrire nei cortili delle delicate teste acconciate con arte parigina. Di madre in figlia, di figlia in nipote, sempre intente a girare intorno ai guai che portano i figli, i mariti, gli amanti, i servi, gli amici, e a inventare nuove astuzie per non farsene schiacciare.” 

Non è questa una aberrazione della memoria che ama solo ciò che perde? proprio perché
lo perde e ci fa languire di nostalgia per quegli stessi luoghi
e quelle stesse persone che prima ci annoiavano profondamente?
non è sciocco tutto questo, non è prevedibile e volgare?

Fuori è buio. Il silenzio avvolge Marianna sterile e assoluto. Fra le sue mani un libro d’amore. Le parole, dice lo scrittore, vengono raccolte dal pensiero che gira come una ruota di mulino, e poi, in forma liquida, si spargono e scorrono felici per le vene. E’ questa la vendemmia della divina letteratura?
Trepidare con i personaggi che corrono fra le pagine, bere il succo del pensiero altrui, provare l’ebbrezza rimandata di un piacere che apparteneva ad altri. Esaltare i propri sensi attraverso lo spettacolo sempre ripetuto dell’amore in rappresentazione, non è amore anche questo? Che importanza ha che questo amore non sia mai stato vissuto faccia a faccia direttamente? assistere agli abbracci di corpi estranei, ma quanto vicini e noti per via di lettura, non è come viverlo quell’abbraccio, con un privilegio in più, di rimanere padroni di sé?

Lo avete letto? Vi piacciono i romanzi storici ? Me ne consigliate qualcuno?

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