Recensioni

Sembrava Bellezza – Teresa Ciabatti

Ho iniziato Sembrava Bellezza odiando la protagonista,che trovavo arrogante, presuntuosa e superficiale.
Man mano che andavo avanti nella lettura ho imparato a conoscerla, ad amarne le debolezze, a vedere dietro la superficie (quindi quella superficiale ero stata io!)
e perfino a trovare in lei
alcuni aspetti di me. E non solo quelli facilmente intuibili dovuti a un fisico non ideale, ma quelli più celati.

Sì perché Teresa Ciabatti ci mette davanti a uno specchio e ci sbatte in faccia parti di noi che magari non vorremmo vedere.

Pensieri che non vorremmo ammettere nemmeno con noi stessi.

Quando sono arrivata all’ultima pagina la amavo e sapevo che mi sarebbe mancata.

Ho ritrovato anche l’ambientazione della mia infanzia e che non ricordavo.
La protagonista adolescente vive nei tempi della leggenda metropolitana che a roma parlava di ragazze che risucchiate da botole dentro i camerini, per finire chissà dove, storie che alle elementari ci raccontavamo sottovoce tra bambine
tremati ed eccitate allo stesso tempo.
E poi, gli zainetti naj oleari, e la vicenda di Emanuela Orlandi.
E la protagonista adolescente grassoccia e goffa prima e poi scrittrice di successo, o forse no,
perché racconta e poi smentisce e poi rivela per poi fare un passo indietro in un abile gioco di specchi, inganni e squarci nelle vite non vissute.

Ho letto questo libro prima che entrasse a far parte della dozzina in lizza per il premio strega,ora lo avrei fatto comunque perché sto partecipando al gruppo di
@scattidallamialibreria #inattesadelpremiostrega.

Perché ne parlo solo adesso?

Perché è un libro che ha bisogno di essere metabolizzato, assorbito, pensato. Durante la lettura si viene risucchiati come le ragazze delle botole, presi dalla frenesia di capire cosa è successo alla protagonista
se si sia riconciliata col suo modo di essere madre, cosa abbia allontanato la sua migliore amica del liceo Federica, cosa abbia causato la cristallizzazione di Livia, la sorella di Federica, in un’eterna adolscenza.
Livia un tempo invidiata per la sua bellezza e per il suo successo sociale e poi guardata con compassione ma non solo. C’è anche qualcosaltro che serpeggia e che potrete scoprire solo
cadendo anche voi nella botola.

E dopo aver letto l’ultima pagina occorre tempo, tempo
per riemergere e rialzarsi.
Per curare i lividi che ha procurato, per perdonarsi per i pensieri oscuri che si sono provati nella vita, e abbiamo cercato di nascondere
sotto al tappeto.
Possiamo far finta di no, ma sfido chiunque a dire di non aver mai provato invidia, gelosia, rabbia e la conseguente vergogna per queste emozioni incofessabili.

Un libro che richiede il coraggio di guardarsi dentro e accarezzare la propria fragilità, e risintonizzarsi col tempo presente se si tende a vivere, come me , spesso nel passato.

Forse per questo un libro che non è per tutti ma è decisamente per me!

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